Apprendimento permanente

L'Upmed ha sempre messo al centro delle sue attività strategiche il diritto ad apprendere in ogni fase della vita in modo accessibile. L'Upmed porta avanti la sua sfida di offrire a tanti adulti occasioni di educazione continua per seguitare a vivere da protagonisti in una società che cambia velocemente, nella quale crescono diseguaglianze e rischi di esclusione sociale per le fasce economicamente più deboli e con basso livello d’istruzione.
Dal rapporto sull’apprendimento permanente 2009 dell’Unieda
L’importanza e la necessità di offrire alla popolazione adulta occasioni di educazione,istruzione e formazione sembra essere del tutto acquisita. Numerose ricerche internazionali e nazionali hanno dimostrato da tempo con ampiezzae ricchezza analitica come sviluppo economico, coesione sociale, qualità della vita, partecipazione alla democrazia siano direttamente connessi con la diffusione del sapere e con la costante crescita delle capacità di comprendere e di interagire da parte degli individui, ma hanno anche sottolineato come queste capacità siano ancora deboli e socialmente limitate. Da questi argomenti che sembrano unanimemente acquisiti discende attenzione e spazio all’educazione degli adulti da parte delle istituzioni pubbliche e dei decisori politici e la messa in campo di risorse per costruire un sistema che sappia tanto sollecitare la domanda di sapere, quanto organizzare un’adeguata offerta di opportunità formative.
Tre sono i temi che, con ampio consenso, vengono indicati come decisivi: 1. la questione del lavoro; 2. la questione del rischio alfabetico e della bassa scolarità; 3. la questione della cittadinanza e della crescita culturale.
È facile semplificare considerando queste tre questioni come separate e indipendenti tanto nella vita degli individui quanto nella formulazione delle politiche: • per il lavoro esiste il sistema di formazione professionale e della formazione continua, con la decisiva presenza delle parti sociali; • per il rischio alfabetico e la bassa scolarità c’è la scuola con i Centri Territoriali Permanenti (CTP) e i corsi serali negli Istituti Superiori (prossimamente unificati nei CPIA1); • per la cittadinanza e la cultura ci sono le iniziative delle organizzazioni di terzo settore, in parte garantite da Regioni ed enti locali. Le cose, tuttavia, non stanno così. Costruire una politica pubblica di educazione degli adulti significa tenere insieme le differenze e le specificità dei saperi e dei contesti con le condizioni sociali, le inclinazioni e le scelte degli individui. Non basta a questo proposito la parola magica sistema integrato, bisogna misurarsi con la complessità della domanda e con la sua formidabile articolazione
Per anni si è creduto che una legge quadro sull’apprendimento permanente potesse alleviare le nostre fatiche, soddisfare i nostri animi desiderosi di cultura e di formazione, fare Sistema. Ogni organismo che raggiunge una certa rappresentanza territoriale, propone un disegno di legge, delineandolo secondo le proprieesigenze, come è giusto che sia. Ora, nel 2009, alla luce di questo Rapporto, non riusciamo più a pensare che sia possibile varare una legge quadro nazionale, se non nella fattispecie del diritto all’apprendimento come valore. Ma anche questo non è facile che si avveri, al diritto corrisponde un preciso dovere da parte dello Stato, e lo Stato non riesce a soddisfare più i bisogni dei suoi cittadini.


